La Respirazione Primaria

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Il dottor Sutherland, famoso osteopata dell’inizio del secolo scorso, trovò che il movimento delle ossa craniche è legato ad altri tessuti, come le membrane durali che sono interconnesse con le superfici interne del cranio e del rachide. Scoprì che il liquido cefalo rachideo si muove ritmicamente, e che non c’era una causa muscolare esterna che potesse provocarlo. Concluse che questo movimento potesse essere prodotto da una forza vitale intrinseca negli esseri viventi che egli chiamò il respiro della vita. Il respiro della vita è una forza, una potenza che genera nell’uomo una “respirazione primaria” : cioè una respirazione che precede quella polmonare perché è la manifestazione stessa del flusso vitale. Ogni cellula del corpo esprime questa respirazione primaria per tutta la vita. Senza il respiro della vita gli altri ritmi vitali, il battito cardiaco e la respirazione polmonare non potrebbero essere presenti. Questo fu dimostrato dallo stesso dottor Sutherland in un episodio eclatante che gli capitò nei primi anni venti del ‘900. Un giorno sul lago Erie, nel nord America, un uomo annegato per aver bevuto troppi alcolici era stato ripescato e dopo che tutti i possibili tentativi per rianimarlo erano falliti, Sutherland afferrò la sua testa e favorì un movimento oscillatorio delle ossa temporali del cranio per ripristinare il movimento respiratorio primario. Dopo poco il respiro ed il battito cardiaco ripresero e l’uomo si ristabilì completamente.

CRANIOSACRALE BIODINAMICO

Nella pratica cranio sacrale biodinamica si da particolare importanza al lavoro con le forze sottili e profonde che regolano la fisiologia del corpo umano. Il terapista stimola le risorse di salute del paziente che inducono il suo sistema mente- corpo a ritornare ad una situazione di equilibrio. Nel meccanismo della pratica biodinamica il respiro della vita, che attraversa ogni cellula del nostro corpo, manifesta la sua forza attraverso il ritmo del liquido cefalo- rachideo che è situato nel cervello e nel midollo spinale. La fluttuazione di questo liquido genera dei ritmi simili alle maree che danno origine a sottili movimenti involontari dei tessuti e dei fluidi.

RITMI DEL MECCANISMO RESPIRATORIO PRIMARIO

Il ritmo del meccanismo respiratorio primario è involontario e ritmico. Inizia al 5° mese di vita embrionale e termina poche ore dopo la morte. Il meccanismo respiratorio primario ha due fasi di movimento: inspirazione ed espirazione. Nella fase inspiratoria (da non confondere con la respirazione polmonare), il corpo è in fase di espansione: effettua una flessione ed una rotazione verso l’esterno. Le strutture della linea mediana si flettono e le strutture bilaterali compiono una rotazione esterna. Il cranio diventa più piatto e più largo. Nella fase espiratoria il corpo si estende ed effettua una rotazione verso l’interno: le strutture della linea mediana si estendono, le strutture bilaterali del corpo ruotano verso l’interno. Il cranio diventa più stretto e più alto. Nel meccanismo respiratorio primario sono stati identificati tre ritmi principali ognuno dei quali esprime le fasi d’inspirazione ed espirazione a frequenza diversa: le tre maree. Queste sono la manifestazione dei diversi livelli di funzionamento del respiro della vita nella fisiologia del corpo umano : l’impulso ritmico cranico (I.R.C), la marea media e la marea lunga.

 

 

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